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Etichettatura degli alimenti: è stato pubblicato il decreto che stabilisce le sanzioni

Finalmente il 9 maggio entrerà in vigore il decreto che riguarda le sanzioni per l’etichettatura di cui si era parlato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 febbraio 2017.

Tale Decreto Legislativo è stato pubblicato il 15 dicembre 2017 col numero 231 e tratta la disciplina sanzionatoria relativa alla violazione delle disposizioni dei regolamenti dell’Unione Europea numero 1169 del 2011.

 

Questo riguarda specificatamente la fornitura di tutte le informazioni sugli alimenti verso i consumatori e l’adeguamento delle normative nazionali alla disposizione dello stesso regolamento e della direttiva dell’Unione Europea numero 91 del 2011, ai sensi di quanto è già disposto dalla Legge di delegazione europea del 2015.

Quindi, tali nuove norme entreranno in vigore il prossimo 9 maggio 2018 dopo 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta; fino a questo momento rimangono in vigore le vecchie disposizioni presenti nel decreto legislativo del 27 gennaio 1992, numero 109.

 

È molto interessante anche l’identificazione, da parte di questa nuova disciplina, che riguarda “soggetto responsabile”, cioè:

  • l’operatore del settore alimentare come si evince all’articolo 8, nel paragrafo 1 del regolamento, con la cui ragione sociale oppure con il cui nome viene commercializzato il prodotto;
  • qualora il medesimo operatore non sia stabilito nell’Unione, allora sarà l’importatore che ha sede, invece, nel territorio dell’Unione;
  • l’operatore del settore alimentare la cui ragione sociale oppure il cui nome siano riportati in un marchio registrato o depositato.

 

Sanzioni salate per chi non rispetta le pratiche leali dell’informazione

Un’altra novità molto importante che ha trovato notevole rilievo riguarda, invece, la disciplina sanzionatoria che vige sulla violazione delle pratiche leali dell’informazione (di cui si parla all’articolo 7 di questo regolamento): salvo che il fatto costituisca un reato, la violazione delle disposizioni trattate all’articolo 7 del suddetto regolamento sulle leali pratiche d’informazione arriva a comportare, per l’operatore dei settori alimentari, l’applicazione di pesanti sanzioni amministrative pecuniarie del pagamento di una cifra che può variare da 3.000 euro fino a ben 24.000 euro.

Il Decreto, però, è piuttosto complesso e per conoscere tutte le informazioni sulle sanzioni è opportuna una consultazione completa ma vediamo alcune delle parti più rilevanti.

 

Gli articoli dal 3 al 16 per la violazione delle disposizioni che si trovano nel Regolamento numero 1169/2011/UE, prevedono degli illeciti amministrativi e delle sanzioni di natura amministrativa pecuniaria. Invece, la previsione delle sanzioni penali di cui agli articoli del codice penale 515 e 517 è stabilita dalla formula usata negli articoli in cui si specifica “salvo che tal fatto costituisca reato”.

Le sanzioni fra i vari scaglioni sono articolate in questo modo:

  • Violazione di gravità lieve prevede una sanzione da 500 euro a 4.000 euro;
  • Violazione di gravità bassa prevede una sanzione da 1.000 euro a 8.000 euro;
  • Violazione di gravità media prevede una sanzione da 2.000 euro a 16.000 euro;
  • Violazione di gravità alta prevede una sanzione da 3.000 euro a 24.000 euro;
  • Violazione di gravità grave prevede una sanzione da 5.000 euro a 40.000 euro.

 

 

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Ecco le regole da rispettare per il settore alimentare

In sostanza, il decreto di cui sopra stabilisce le sanzioni che sono relative alla violazione di alcuni fra gli obblighi informativi che concernono:

  • la presenza delle informazioni obbligatorie da apporre sugli alimenti pre imballati, di cui agli articoli 5-7;
  • la denominazione specifica dell’alimento, come descritto all’articolo 8;
  • l’elenco completo di tutti gli ingredienti contenuti, ciò è specificato all’articolo 9;
  • i requisiti che si trovano nell’indicazione degli allergeni, relativa all’articolo 10;
  • l’indicazione quantitativa di tutti gli ingredienti e l’indicazione sulla quantità netta utilizzata, questa parte si trova descritta all’articolo 11;
  • il termine minimo per il quale si può applicare la conservazione, la data relativa alla scadenza e la data in cui il prodotto ha subito il congelamento, come stabilito nell’articolo 12;
  • il paese di origine dell’alimento o il luogo di provenienza dello stesso, come regolamentato nell’articolo 13;
  • Per finire devono essere chiare anche le dichiarazioni nutrizionali, come stabilisce l’articolo 15.

 

Il suddetto decreto stabilisce, infine, alcune ulteriori regole e altre sanzioni su una serie di punti della disciplina sulla vendita degli alimenti. Eccole elencate qui di seguito:

  • Devono essere presenti le indicazioni necessarie a poter identificare il lotto o la partita a cui appartiene una specifica derrata alimentare in base alla direttiva numero 2011/91/UE che risale al 13 dicembre 2011;
  • La chiarezza sulle modalità di vendita degli alimenti non pre imballati e, nel caso di vendita mediante l’utilizzo di distributori automatici o nei locali automatizzati, tali indicazioni devono essere necessariamente riportate sul distributore di alimenti e su ogni prodotto;
  • Non devono mancare le menzioni che devono obbligatoriamente essere riportate sul prodotto non destinato al consumatore;
  • Infine ci devono essere le indicazioni obbligatorie per tutti i prodotti non destinati al consumatore finale o alle collettività.

 

Per il procedimento delle sanzioni, il nuovo decreto rinvia alle norme che erano state stabilite dalla Legge numero 689 del 1981 e si preoccupa di individuare quale sia l’autorità di competenza per l’applicazione delle possibili sanzioni amministrative pecuniarie: si tratta del Dipartimento dell’Ispettorato centrale che tutela la qualità e le frodi dei prodotti agroalimentari e fa parte del Ministero delle politiche agricole forestali e alimentari.

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