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Sicuramente anche hai in vendita almeno una tipologia di uova, e se non lo fai dovresti farlo.

Noi Italiani siamo dei grandi mangiatori di uova, infatti gni anno in Italia si producono 12 miliardi e 900 milioni di uova. Stando ai i calcoli fatti da Unaitalia (l’unione dei produttori di carne e uova) questo dato significa che mangiamo circa 142 uova all’anno, più altre 76 nascoste nei dolci o in altri prodotti già pronti.

Quest’anno per la prima volta in cinquant’anni questo dato potrebbe essere stravolto.

I problemi che inficiano sulla diminuzione dei consumi sono essenzialmente due:

  1. L’aviaria
  2. Il Fipronil

Il Fipronil è un insetticida vietato per tutti gli animali destinati ad uso alimentare, i primi casi risalgono all’estate scorsa in Belgio ed Olanda per poi estendersi a 22 pauesi dellUE, Italia compresa.

Questo fenomeno ha creato allerta e tensione sui mercati, anche se in realtà il rischio per la saluta fosse minimo.

L’Influenza aviaria nota anche come peste aviaria,  è una malattia infettiva molto contagiosa altamente diffusiva, dovuta a un virus influenzale che colpisce diverse specie di uccelli selvatici e domestici, con sintomi che possono essere lievi oppure gravi e sistemici con interessamento degli apparati respiratorio, digerente e nervoso e alta mortalità. Il virus può trasmettersi agli umani, come è stato definitivamente dimostrato a partire dal 1997.

La variante del virus isolata è però diversa da quella che ha decimato gli allevamenti di polli asiatici. Lo ha reso noto il Ministero della Salute che ha diffuso gli esiti delle verifiche condotte presso il Centro di Referenza Nazionale per le influenze aviarie. Stando a questi risultati, l’H5N1 trovato è un virus a bassa patogenicità.

L’effetto più importante di questa nuova ondata di aviaria è stata la drastica diminuzione di prodotto proprio a ridosso delle feste Natalizie, ed il normale aumento dei prezzi. Siamo infatti passati da circa 130 euro al quintale a 191 euro nel giro di un paio di mesi, con una crescita del 50 per cento.

Purtroppo stiamo attraverso dei mesi molto duri per l’approvvigionamento di questo prodotto e fino a questa primavera, se le cose non peggiorano, sarà difficile poter essere serviti come è sempre stato.