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Il pollo si trova al primo posto mondiale nella classifica che riguarda i consumi della carne in base a quanto comunicato dalle stime di UnaItalia, cioè l’Unione nazionale delle filiere agroalimentari di carne e uova. Sulla base di varie ricerche e numerosi studi è stato stimato che il 2022, il pollame vedrà un ulteriore aumento delle sue vendite di circa il 19%.

Mentre si crede che per il 2025 la carne di pollo costituirà più o meno il 50% del totale della carne consumata nel mondo. La carne avicola quindi è, senza dubbio, in assoluto quella più consumata dalla popolazione mondiale ma anche in Italia questa tendenza è in aumento costante.

Questo accade principalmente perché il pollame ha, notoriamente, un prezzo inferiore rispetto ad altre carni come ad esempio quella di bovino.

Infatti, l’Italia rispetta la media mondiale per i costi di quasi tutte le tipologie di carne, mantenendosi alta per quanto riguarda il bovino, mentre è davvero concorrenziale per quanto riguarda i prezzi di pollo e tacchino.

Molti imputano il prezzo basso di questo tipo di carne agli allevamenti intensivi ma ciò non è assolutamente vero, in quanto l’Italia è, fra tutti, il paese che ha ottenuto i maggiori riconoscimenti a favore della sua filiera agricola ed anche per la qualità dei suoi allevamenti.

A questo proposito si può quindi consigliare di consumare preferibilmente del pollo made in Italy piuttosto che uno proveniente dai paesi esteri. Inoltre, ben il 99% del pollo che viene venduto è stato allevato a terra, in aree all’aperto e non, come si crede, in gabbia.

Ovviamente il discorso non vale per le galline da uova che vengono, invece, allevate in batteria per rispettare le norme igieniche.

Ma il consumo del pollo è alto soprattutto perché il consiglio dei medici e dei nutrizionisti è sempre più quello di consumare maggiormente la carne bianca a discapito di quella rossa.

Vediamo perché.

Valori nutrizionali della carne bianca più consumata al mondo

Come tutte le tipologie di carne e di altri prodotti che hanno un’origine animale, anche il pollo contiene delle particolari proteine che sono dette “nobili” per la loro alta qualità, e che il nostro organismo non è capace di sintetizzare.

A differenza del bovino, però, il pollame è nettamente più magro in quanto ha un apporto di grassi molto basso. Inoltre, dato che i grassi si localizzano per lo più nella pelle, facilmente eliminabile, si può ridurre ulteriormente l’introito di questi grassi che, fra le altre qualità possiedono anche quella di essere prevalentemente monoinsaturi e polinsaturi, come gli omega-3 ed anche gli omega-6; ecco quindi che si parla di grassi “buoni”, mentre, solamente un terzo è formato dai grassi saturi.

 

Bisogna, quindi, solamente fare attenzione a come cucinare la carne bianca: non basta eliminare la pelle ma è utile anche non abusare dei condimenti che potrebbero aumentare i grassi nella preparazione e, cosa ancora più importante, evitare di cuocere la carne fino a bruciarla a causa dell’effetto cancerogeno che assumerebbe.

Molto interessante è una ricerca elaborata dalla Nutrition Foundation of Italy dalla quale emerge che il consumo della carne bianca potrebbe ridurre il rischio infarto e contribuire alla prevenzione del tumore all’esofago fino a diminuire il rischio del 53%.

Alcune curiosità più o meno conosciute su questo alimento

Un altro aspetto che fa prediligere la carne di pollo alla carne di bovino è dato dalla quantità di colesterolo contenuto che, in quest’ultima è decisamente maggiore.

Si può invece sfatare il mito che la carne rossa contenga più ferro di quella bianca, infatti nonostante questo sia un pensiero comune, bisogna sapere che 100grammi di pollo o di tacchino contengono fra gli 1,5 e i 2,5 grammi di ferro: esattamente gli stessi valori che risultano essere contenuti nella carne di bovino.

Vediamo anche che la quantità di kilocalorie contenute in 100 grammi di carne di bovino sono oltre 130 mentre nel pollo sono solo 114, questo garantisce un apporto molto contenuto che va a sommare i suoi benefici ai 21 grammi di proteine, tracce di carboidrati, 2,6 grammi di grassi, 116 milligrammi di sodio, 370 milligrammi di potassio e 210 milligrammi di fosforo.

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